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LA CAMPANA Un giorno, mi pare sul finire dell'inverno,me ne andavo per un sentiero di campagna cercando di distrarre la mia mente, ma ero tutta assorta da un pensiero e intorno a me non vedevo niente. Mi sentivo stanca, depressa, come convalescente dopo una lunga malattia, quando mi son fermata ad un crocevia per pensare, non sapendo più per quale strada andare…. Ad un tratto, nell'aria dolce della sera, che sapeva già di primavera, ho sentito un suono di campana rintoccare piano, lento, pari ad un richiamo! Così ho proseguito e mentre cercavo di capire da quale parte giungesse quell'invito, ripensavo con tanta nostalgia a quello che mi avevano insegnato un tempo a casa mia…. Infatti, da piccola, quando era l'ora dell'Ave Maria, che ci annunciava il finir del giorno, il nonno amorevolmente ci invitava a fare un momento di raccoglimento e ci insegnava a pensare a quella gente che spendeva la giornata inutilmente, senza mai pensare di avere un'anima da dover salvare…. Poi lasciava la nostra compagnia e se ne andava nella sua stanza a pregar la Vergine Maria. Sinceramente, da troppo tempo non avevo seguito quell'esempio e quella sera, più che mai ferita, ho capito quanto la mia anima si era inaridita e allora ho camminato un po' in salita, un po' in discesa, poi finalmente mi son trovata in una piazzetta deserta con la Chiesa. La porta era aperta e sono entrata, là nella piccola navata solo i miei passi facevano rumore, sciupavano quel mistico silenzio,fatto di fiori, di candele accese e del tipico profumo dell'incenso. Dall'alto della Croce indulgente mi guardava, come se aspettasse con pazienza che riuscissi a liberare la parola dal profondo della mia coscienza. Non ricordo quanto mi sono fermata in quella chiesa, se alcuni minuti o delle ore, ma quando sono uscita, posso dire, ero certa di essere guarita. Infatti, percorrendo a ritroso quel sentiero, sereno era tornato il mio pensiero. Un crepuscolo dorato era lo sfrondo di quello che mi parve un altro mondo. Camminavo lentamente verso casa e con altri occhi guardavo la natura piano piano addormentarsi.. Ogni tanto mi voltavo indietro, una brezza leggera mi portava un'eco…. La campana aveva ripreso a rintoccare e pareva mormorare:" Torna, non dimenticare!"
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